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Tedeschi campioni non solo di calcio

Sunday, November 4, 2012

La Petro-Basilicata sul Guardian

Viggiano, Basilicata


Il Guardian inglese manda oggi un articolo sul petrolio d'Italia, secondo il quale si vuole aumentare la produzione nazionale di petrolio del 150%.

Non e' una novita' per noi Italiani che lo sappiamo da tanto che questo e' il governo delle trivelle del far west. Le regioni nel mirino, secondo questa SEN, che sta per Strategia Energetica Nazionale - e che altro non e' se non un grandioso nome con tanti condimenti per avvallare una sola cosa: buchi, buchi, buchi - sono la Lombardia, l'Emilia Romagna, la Sicilia, l'Abruzzo e la Basilicata.

Ed ecco che allora the Guardian va in Basilicata a vedere questo El Dorado del petrolio nostrano - che e' anche la regione piu' povera d'Italia.

L'articolo apre con un paragone che sarebbe facile per ogni angolo - o quasi - d'Italia. La Basilicata come la Toscana, incantevole con i suoi paesaggi, i suoi fiumi e i suoi colli. Si puo' - ed e' stato fatto, magari con parole e paragoni diversi - dire la stessa cosa per i colli d'Abruzzo, per i paesaggi pugliesi,  per la laguna veneta, e per tutto lo stivale in realta', quello che un tempo era il giardino del mondo.

Invece compare il lupus in fabula: il petrolio! estratto in questo caso dalla concessione di Tempa Rossa, al 75% della Total di Francia e al 25% della Shell d'Olanda. Come per tutto o quasi il petrolio d'Italia e' una porcheria ad alto tenore di zolfo.

L'articolo dice tutto quello che abbiamo capito subito di questa supposta "strategia nazionale" e cioe' che e' giusto un paravento per nascondere il vero scopo del governo: aumentare le trivelle in Italia in cambio del miraggio di soldi, royalties, posti di lavoro, risparmio e raddopppio della produzione nazionale.

La cosa che piu' mi ha colpito di questo articolo pero' e' l'entusiasmo del sindaco di Corleto Perticara, Rosaria Vicino che alla menzione "royaties" e' andata in brodo di giuggiole e il cui viso, secondo l'articolo, si e' illuminato di un sorriso da un orecchio all'altro. Ha detto la signora che il petrolio e' centrale a tutti i piani che hanno di sviluppo per Corleto Perticara ed e' l'elemento perno attorno a cui ruotano tutte le speranze della citta'.

Eh? ma la signora in questione ci e' mai andata a Viggiano? Ha mai parlato con chi vive vicino a pozzi e trivelle?

Ecco, sta qui, secondo me,  tutta qui la follia dei lucani: il pensare ancora che il petrolio gli portera' ricchezza sostenibile, crescita e lavoro.

E' una cosa tipica di tutti i petrol-stati e le comunita' petrolizzate: che a un certo punto si diventa quasi complici degli sfruttatori e ci si vuole credere con ogni mezzo che bucare e tirare fuori monnezza risolvera' magicamente ogni problema. Certo, e' facile: il petrolio e' una sorta di speranza di pillola magica, non devi pensare ad altro, non devi aguzzare l'ingegno su come far crescere la tua comunita'. non devi alzare la voce per difendere i tuoi diritti.

Buchi e ti piovono quattrini dal cielo - e magari chiudi gli occhi sul fatto che mentre arrivano quattrini facili, stai avvelenando il tuo stesso cielo.

Lo scrivente del Guardian infatti non sa - o non vuole sapere - il risvolto della medaglia. Non sa dei rifiuti tossici petrolfieri che la Total ha splamato nel sottosuolo per 20 anni, e che e' finito nell'insalata della gente. Non sa e' che in Basilicata gia' si trivella da 20 anni o giu di li, e di tutto questo lavoro, soldi, royalties, non e' rimasto niente. Non sa e' che la gente emigra, che le mucche non vogliono mangiare l'erba perche' e' inacidita dall'idrogeno solforato, che l'uva ha patine di idrocarburi sopra, che le malattie aumentano e che le pecore hanno il ciclo riproduttivo messo sottosopra dalle esalazioni tossiche.

Il giornalista non lo sa, ma la politica neppure.
Vista da Roma, la qualita' di vita dei lucani non e' affare di nessuno.


Grazie Francoise!




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