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Thursday, February 28, 2013

Ombrina: una semplice proposta



Grazie a tutti di essere venuti per discutere sul tema Ombrina.

La mia proposta e' molto semplice. Sono sicuramente necessari ricorsi al TAR, 
l'organizzazione di varie
manifestazioni di massa, e l'esercizio di pressione incessante su Terlizzese e Passera.

Incessante.

Sarebbe pero' ancora PIU' opportuno che tutta la classe politica d'Abruzzo, compatta e unita, 
destra e sinistra, chiedesse in modo ufficiale l'abrograzione dell'articolo 35 del Decreto Sviluppo, responsabile dello sbloccamento di Ombrina Mare.

Questo per una visione piu' lungimirante per l'Abruzzo e piu' generosa con il resto d'Italia 
visto che le trivelle sottocasa
non riguardano solo Ombrina o l'Abruzzo ma tutta la nazione.

Ai politici presenti: e' stata la vostra timidezza, il vostro non agire che ci ha portato fin qui.
E' arrivato il momento di darselo questo benedetto coraggio e di fare le cose giuste, in trasparenza,
senza pensare ai battibecchi politici, e senza paura.

Di nuovo, l'azione piu' concreta che si possa fare adesso e' una richiesta ufficiale
di abolizione dell'articolo 35.

Non finisce con Ombrina.
Oggi e' Ombrina.
Domani ci saranno Vasto, Pineto, Francavilla.


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In questi giorni tutti parleranno del ricorso al TAR contro Ombrina, tutti faranno i salti mortali, e i politici faranno un sacco di promesse.

Ma se uno volesse fare le cose per bene, e in modo finale e con atto di generosita' per la nazione, quello che si dovrebbe fare, dal mio punto di vista e' molto semplice.

Abroghiamo l'obbrobrioso l'articolo 35 del Decreto Sviluppo di Passera, quello che consente ai petrolieri di trivellare entro le 12 miglia marine da riva.

Non e' difficile.

Sono sicura che tutta l'Italia interessata dalle trivelle, e chiunque abbia solo sentito mai parlare di petrolio sara' favorevole.

Ci si vince tutti: un voto e si evitano lunghi ricorsi al TAR in tutta Italia, tempo risparmiato che i cittadini onesti possono usare per fare altre cose piu' costruttive, che i giudici possono usare per altri contenziosi, e soprattutto si da un messaggio ai signori del petrolio che no e' no e che non ci devono venire qui a spremere la monnezza dai nostri mari.

Lo spunto e' certo Ombrina, ma se uno guarda le carte dell'Italia al petrolio, ci si rende conto che ci siamo dentro tutti assieme.

E' questo l'obiettivo finale?

No.

E' solo l'inizio.

Se fossi io a decidere, farei una legge che e' vietato installare nuove operazioni petrolifere in tutte le acque nazionali, e farei veramente l'accordo con la ex-Yugoslavia per chiudere tutto l'Adriatico ai buchi.

Ci hanno provato i vecchi politici a Novembre, ricordate tutto il cancan mediatico a Venezia? Sono arrivati da tutta Italia, e hanno fatto qualcosa?  Non mi pare. Quello si che e' stato un circo. Alla fine e' tutto morto li.




Wednesday, February 27, 2013

Piove sul bagnato - 4 nuovi pozzi a Cupello




La sintesi del progetto si puo' scaricare qui.

Lo sappiamo che a quelli di Cupello nel Vastese gli piacciono le trivelle e cosi, se tutto va per il verso giusto, il governo decidera' di ampliargli la capacita' di stoccaggio del gas.

Vogliono infatti aumentare la pressione di esercizio nei pozzi gia' esistenti del dieci per cento, e cioe' pompare ancora piu' materiale nella pancia della terra di quanto gia' ci sia. Vogliono anche fare altri 4 pozzi di stoccaggio.

Della serie non si accontentano mai!

Le aree interessate sono Cupello, Lentella, Montenero di Bisaccia, fra le province di Chieti e Campobasso.

La ditta proponente e' la Stogit, con sede a Crema.

Useranno le trivelle "Archimede" come annunciato nel link di cui sopra.


E come per tutte le trivelle che si rispettino ci sara' pompaggio fanghi, monnezza prodotta, rischio scoppi. Lo dicono loro, non io.

Ma si sa, in Italia e' tutto sempre sotto controllo.

Dicono che tutto il materiale con i loro progetti e' depositato presso gli uffici della regione Abruzzo.

Gianni Chiodi non lo sa, ci scommetto.

Le carte sono state depositate a meta' Febbraio, per cui se lo avesse saputo, lui e i suoi amici alla regione gia l'avrebbero detto ai cittadini.

Che dire. E' per questo che a governare ci deve andare la gente intelligente, che capisce le conseguenze delle decisoni che si prendono o non si prendono, e non i pappamolli.

Nessuno fara' niente, gia lo so.

Da quelle parti sono troppo impegnati a dare la cittadinanza onoraria a Paolo Scaroni.

Diranno tutti:  ce ne sono gia', che vuoi che sia un 10% in piu', che vuoi che siano quattro pozzi in piu'.

Finche' un giorno....

Evviva l'Italia, Evviva l'Abruzzo.



Tuesday, February 26, 2013

Lacrime di coccodrillo - 1

Tutti i politici a fare comunicati su Ombrina Mare. Fanno abbastanza pena.

Eccoli i fatti veri.

Il voto al Decreto Sviluppo -  quello che ha sbloccato Ombrina Mare - e' stato votato dai seguenti, senza che fiatasse mosca sul reparto petrolio.

Questi soggetti - destra e sinistra - non meritano la fiducia di nessuno, e qualsiasi cosa che faranno adesso e' solo perche' la gente e' arrabbiata e non perche' hanno ideali, idee, o amore per il vostro mare.

Sono falsi e il loro voto a scatola chiusa sul decreto sviluppo ben sapendo i problemi delle trivelle a mare e senza nemmeno chiedere modifiche sul tema petrolio e' ingiustificabile.

I seguenti sono abruzzesi di nome, ma non certo di amore

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A favore del Decreto Sviluppo - e quindi di Ombrina - Senato:

Fabrizio Di Stefano (PDL)
Giovanni Legnini (PD)
Franco Marini (PD)
Andrea Pastore (PDL)
Paolo Tancredi (PDL)


A favore del Decreto Sviluppo - e quindi di Ombrina - Camera:
 
Ferdinando Adornato (UDC)

Sabatino Aracu (PDL) 
Carla Castellani (PDL)
Vittoria D'Incecco (PD)
Marcello De Angelis (PDL)
Giovanni Dell'Elce (PDL)
Tommaso Ginoble (PD)
Giovnani Lolli (PD)
Paola Pelino (PDL)
Maurizio Scelli (PDL)
LanfrancoTenaglia (PD)
Daniele Toto (FLI)
Livia Turco (PD)


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Questo blog non fa politica, ma lo schifo di PD e PDL in materia e' abbastanza evidente.

Buone cinque stelle a tutti.




Friday, February 22, 2013

Altri terrremoti da trivelle in Olanda

 Verde: campo di gas. Rosso: terremoti.


"Earthquakes have taken place in the northern Netherlands 
since 1986 and have been linked by experts to gas production"

ExxonMobil e Shell, unite in un consorzio per trivellare Groningen, Olanda


"Le trivellazioni sicuramente non hanno alcun peso nella questione sisma"

Ing. Gianluca Goffredo, Striscia la notizia, 8 Gennaio 2013
Sui terremoti in Emilia.

Ma chi gliele da tutte queste certezze a Mr. Goffredo? 


Dei terremoti da trivelle in Olanda abbiamo parlato diverse volte. Adesso arrivano altre scossette. Che vuoi che siano.

Come sempre, di questa storia che e' comparsa su varie testate internet ai primi di Febbraio non c'e' traccia nella stampa italiana. A volte vorrei avere uno staff e del tempo per raccontare tutte le malefatte dei trivellanti in giro per il mondo, ma non ce n'e', e questo e' meglio che io possa fare.

Il luogo del delitto e' Groningen, da cui si estrae gas, nel campo detto di Slochteren. Le ditte incriminate sono la Royal Dutch Shell Plc and Exxon Mobil Corporation. Le due operano sotto un consorzio detto Nederlandse Aardolie Maatschappij BV.

In totale ci sono state 8 scosse di terremoto fra l'8 ed il 13 Febbraio 2013 di magnitudine compresa fra 1.1 e 3.2 Richter. In Agosto ci furono altre scosse di magnitudo simile.

Il tutto e' stato confermato dal Royal Netherlands Meteorological Institute (KNMI) come riportato qui. L'epicentro e a’t Zand a 200 chilometri da Amsterdam e gli eventi hanno interessato circa 1500 persone.

E' colpa dei petrolieri?

Ciascuno puo' dare a questa domanda la risposta che vuole, tenendo presente che la correlazione spazio temporale di altri episodi sismici e' evidentissima come si vede dalle immagini e come confermata dallo stesso KNMI e soprattutto tenendo presente le decisioni di Shell ed Exxon alla luce di queste ultime scosse.
 
Le due infatti - Shell e Exxon - dicono che pagheranno tutti i danni causati e che hanno messo da parte 100 millioni di euro per questo scopo.

Hanno anche detto - parole dal loro stesso comunicato stampa:

Earthquakes have taken place in the northern Netherlands since 1986 and have been linked by experts to gas production.

Avranno lo coda di paglia, oppure lo fanno per il bene dell'umanita'?

Il governo d'Olanda si e' impegnato a fornire maggiori informazioni su possibili terremori di entita' maggiore. Alcune stime parlano di possibili terremoti di entita' pari a 5 Richter se si va avanti cosi.

Alcuni politici vogliono frenare le estrazioni di gas da Groningen ma nessuno vuole fermarle del tutto. Come sempre, una volta che arrivano, e' difficle che se ne vadano, ed e' per questo che occorre fermarli prima e non dopo.

E in Italia?
 

Sapremo qualcosa fra un anno.

E poi abbiamo le certezze dell'ingegner Gianluca Goffredo che ci fanno dormire sonni tranquilli a tutti.


Di nuovo la Chiesa contro Ombrina

Grazie Don Carmine, il portavoce della Conferenza Episcopale D'Abruzzo e del Molise contro Ombrina Mare e tutti gli scellerati progetti di devastazione ambientale d'Abruzzo.

Chiodi ci senti?

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In questi giorni e' diventata nota l'approvazione da parte del Ministero dell'Ambiente del progetto petrolifero denominato Ombrina Mare 2.

Dopo le paure scatenatasi nelle scorse settimane, dopo le notizie che per qualche giorno sono state diffuse su uno sversamento al largo di Rospo Mare, ancora una volta sento alzarsi con forza
sentimenti di tristezza e timore da tantissimi abruzzesi.

L'Ufficio di Pastorale Sociale, per conto della CEAM, si e' gia'  espresso varie volte negli anni, inviando anche proprie osservazioni al progetto petrolifero in oggetto.

Gli stessi arcivescovi e vescovi della CEAM hanno presentato in due occasioni analoghi comunicati per esortare tutti alla custodia del Creato e ad uno sviluppo sostenibile, partecipato democraticamente e nell'interesse del bene comune e non solo di una parte del Paese.

Auspico ancora che la politica tutta, dai futuri parlamentari fino ai Consigli Comunali, e coloro che hanno a cuore il bene comune s'impegnino a difendere questa meravigliosa terra che e' la Costa
Teatina con tutti gli uomini e le donne che vi abitano.

Fermate Ombrina Mare, fermate ogni progetto petrolifero e di sfruttamento selvaggio dell'ambiente naturale; difendete il Creato, ponete la sua salvaguardia al centro di una politica che sia perseguimento del bene comune, rifuggite da interessi particolari ed egoistici, che possono
compromettere il benessere di tutti e la capacita' di futuro delle giovani generazioni.

Ai credenti, in particolare, si impone il dovere di tutelare ad ogni costo il valore della vita, la dignita' della persona in tutte le sue dimensioni, la promozione della giustizia e della pace, in nome del Vangelo e per il bene del mondo intero.

don Carmine Miccoli
Coordinatore Regionale dell'Ufficio di Pastorale Sociale CEAM

La MOG conferma ai suoi investitori: Ombrina passa.



Ieri la notizia che Ombrina Mare e' stata approvata dagli uffici governativi italiani. Si tratta di un campo di petrolio a circa 6 chilometri da riva, con una nave desolforante FPSO - con fiamma costante sputa idrogeno solforato tutti i santi giorni - nei pressi del parco nazionale della costa teatina e di una riserva di pesca finanziata dall'UE.

Interpellato Franco Terlizzese, il responsabile ministeriale su tali questioni, risposte fugaci e misteriose. "Dovete attendere."

Ma basta andare sui siti degli investitori per vedere invece come stanno le cose.

La MOG - la Mediterranean Oil and Gas lo dice chiaramente. Hanno avuto un positive ruling.

E infatti, mica la MOG si chiama Franco Terlizzese o Gianni Chiodi che dormono e aspetta oggi che viene domani per parlare democraticamente al popolo di cosa succede ai loro mari.

No, la MOG ha gli investitori da rendere felici e cosi ecco che giunge la notizia ufficiale da parte della MOG di oggi 22 Febbraio 2013. 

Il Ministero dell'Ambiente gli ha dato l'OK.

Dicono che questa approvazione li porta praticamente al passo finale per l'approvazione dopo la prima istanza sottomessa nel 2009.

Secondo la MOG, appena il Ministro dell'Ambiente e delle Attivita' Culturali firmeranno il decreto passeranno all'approvazione finale presso il ministero dello Sviluppo Economico, che gia' aveva detto si nel 2009.

Interessante che l'altro ieri Franco Terlizzese diceva che si doveva attendere - noi gente normale - mentre invece la MOG sa tutto.

Il capo della MOG, tutto gongoleggiante dice

"We are very pleased to hear that the EIA Commission has ruled positively in favour of our EIA for Ombrina Mare. This supports our belief that Ombrina Mare can be developed safely and with due care for the environment."

Siamo molto compiaciuti che la Commissione di Valutazione Ambientale abbia decretato in favore di Ombrina Mare. Questo da supporto alla nostra opinione che Ombrina Mare possa essere sviluppata in modo sicuro e con attenzione per l'ambiente.

Parola di petrolieri.

Adesso tutti i politici a saltare sul carro - me dove erano tutti PRIMA?

Mistero della fede.

Ciascuno merita quel che ha.

Thursday, February 21, 2013

Ombrina Mare: La democrazia di Franco Terlizzese


Ecco cosa da dire Franco Terlizzese, il direttore generale dei petrolieri in un email che mi e' giunto ieri.

Un perfetto Ponzio Pilato.

Mentre lui diceva che tutto sara' "tempestivamente riportato" sui vari organi decisionali, loro avevano gia' deciso.

Ah, la democrazia italiana, in cui la cosa pubblica e' cosa loro e in cui la gente deve essere l'ultima a sapere.

In un altra societa' sarebbero tutti bombardati di email - da Chiodi a Terlizzese, da Di Giuseppantonio alla Sclocco, fino all'ultimo amministratore di Ortona.

In un altra societa'.

Qui ci si abituera' anche a questo.

La democrazia e' un impegno, non e' un like su facebook.

franco.terlizzese@mise.gov.it

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Gentile dottoressa,

le informazioni sul sito ministeriale in merito all'istanza di Ombrina Mare (d30) si fermano alle osservazioni presentate dalla Società al MATTM a seguito del preavviso di rigetto fondato sul D. Lgs. 128/2010.

In base al Decreto Sviluppo, come da Lei osservato, art. 35, è possibile riprendere l'iter istruttorio, che questo Ministero potrà riavviare in caso di eventuali nuove determinazioni del Ministero dell'Ambiente in merito al sub procedimento di VIA.

Nuove istanze/determinazioni di competenza di questo Ministero in merito saranno come sempre tempestivamente riportate in estratto sul sito e mensilmente sul BUIG

Distinti saluti


Ministero dello sviluppo economico
Direzione generale per le risorse minerarie ed energetiche
Franco Terlizzese
Direttore Generale

tel: (+39) 06 4705 2859 - fax: (+39) 06 47887802
e-mail: franco.terlizzese@mise.gov.it
web: http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it
Via Molise, 2 - 00187 Roma

-----Messaggio originale-----
Da: D'Orsogna, Maria-Rita R
Inviato: martedì 19 febbraio 2013 19:53
A: Franco Terlizzese
Oggetto: MOG in Abruzzo


Gentile Dr. Terlizzese,

le scrivo dopo tanto tempo per conoscere lo status di Ombrina Mare.

Dai siti ufficiali non compare nulla, mentre in questi giorni in Abruzzo le voci fioccano sulla approvazione di questo progetto.

Le sarei grata se si potessero avere delle informazioni ufficiali, pubbliche, chiare e democratiche su questo tema dato che sta a cuore a molti abruzzesi.

La stragrande maggioranza di cittadini, sindaci e rappresentanti regionali ha infatti manifestato piu volte la propria contrarieta' ad Ombrina Mare.

Come lei sai, a suo tempo, il ministero dell'ambiente aveva espresso parere negativo contro la MOG per la pericolosita' dell'impianto, per la sua vicinanza a riserve naturali e per il suo forte impatto ambientale. Il decreto Prestigiacomo era solo uno dei tanti motivi della prima bocciatura di Ombrina.

Anche se il nuovo Decreto Sviluppo rende obsoleto il Decreto Prestigiacomo, tutti gli altri motivi su elencati restano invariati.

Non e' chiaro come 3 anni fa una FPSO sputa idrogeno solforato 24 ore su 24 potesse essere pericolosa ed oggi non lo e' piu.

Wednesday, February 20, 2013

Approvata Ombrina Mare


Una nave FPSO - a pochi chilometri dalla costa teatina -
Grazie a Gianni Choidi
 

Non ho molto tempo, ma il file ufficiale e' qui. E pensare che il comune di Lanciano aveva questa carta dal 14 Febbraio e hanno ben pensato di tenrere tutto nascosto per un po.

Gianni Chiodi, cosa ha da dire?
Enrico Di Giuseppantonio, cosa ha  da dire?
Giovanni Legnini, cosa ha da dire?
Nazario Pagano, cosa ha da dire?
Carlo Costantini, cosa ha da dire?
Fabrizio Di Stefano, cosa ha da dire?
Mario Pupillo, cosa ha da dire?
Luigi Comini, cosa ha da dire?
Rocco Catenaro, cosa ha da dire?
Eugenio Caporella, cosa ha dire?
Marinella Sclocco, cosa ha da dire?
Remo Di Martino, cosa ha da dire?

Non voglio sentire che non e' colpa vostra. Voi avete in mano comuni, regione, provincia, e se solo lo VOLEVATE e aveste lavorato insieme questo scempio non si sarebbe realizzato.

Agli Abruzzesi: e' anche colpa vostra. La democrazia funziona solo se uno CONOSCE i propri diritti, non ha paura di farli valere ed ESIGE che la cosa pubblica sia rispettata.

ESIGE. Ogni giorno. Senza se e senza ma.

God Bless.








La memoria dei petrolieri


5 Novembre 1955, Tabuna, Ragusa
scoppio di pozzo petrolifero.


 "La normativa è rigidissima"
"Nel territorio della provincia di Ragusa sono presenti all'incirca 70 pozzi, ma a menoria d'uomo non si ricordano grandi  incidenti o disastri"


dal gruppo ENI come riporato da

La Sicilia, 22 Agosto 2012

Forse loro non ricordano, o non vogliono ricordare, 
ma internet, e la stampa e
la memoria d'uomo onesto ricordano benissimo.


La Sicilia, 22 Agosto 2012


Il caso piu' noto di scoppi di pozzi di petrolio in Italia - forse perche' piu' recente - e' quello di Trecate, Novara, dove nel 1994 scoppio' un pozzo di petrolio dell'ENI. Per tre giorni ci fu eruzione incontrollata e pioggia di idrocarburi dal cielo. Tutto nero - risaie, case e vite.

Nel 1991 ecco un altro pozzo scoppiato, a Policoro, in Basilicata.

Andando a ritroso nel tempo troviamo anche lo scoppio della piattaforma Paguro, nel 1965 in cui persero la vita tre operai dell'ENI. Quello fu un piccolo golfo del Messico italiano: 2 mesi e mezzo di rilascio incontrollato di acqua e metano in aria con nessuno che sapeva cosa fare per femare il tutto.

E poi ci fu lo scoppio nei pressi di Ragusa, nel Novembre del 1955 di cui non abbiamo mai parlato.

Di questo scoppio ci sono ancora meno tracce nella memoria collettiva che di Trecate e di Paguro.

Era il pozzo petrolifero numero nove di Tabuna, a circa un chilometro da Ragusa ed operato dalla Gulf Oil, societa' americana. La Gulf fu la prima a scoprire il petrolio in Italia, proprio a Ragusa nei primi anni '50. Questa ditta e' poi confluita nella Chevron.

A Tabuna, il giorno 5 Novembre 1955 una perdita di metano aveva fatto scoppiare una valvola e di li un enorme incendio. Ecco un po di copertine dell'epoca - prese dal quotidiano La Sicilia






Il crollo del pozzo della Gulf, La Sicilia, 8 Novembre 1955

La Stampa di Torino, 8 Novembre 1955

Nel testo si parla di "un ammasso informe di ferraglie e lamiere che ardono in un immane e spettacolare rogo."

Si dice che stavano provvedendo alle operazioni di "swabbing" e cioe' si incendiava volontariamente un certo quantitativo di greggio, ma improvvisamente, grazie alla rottura di una valvola

"si sprigionava dalla tubatura del pozzo una altissima colonna di gas metano che si incendiava instantaneanmente".

Un articolo de La Stampa dell'epoca parla di "Un pauroso incendio di eccezionali proporzioni", una "spessa nube nera", "tutto il castello della trivella veniva avvolto dalle fiamme".

Molte cose sono avvolte nel mistero: il pozzo e' bruciato per 15 giorni secondo i vigili del fuoco, e per 8 secondo i titoli di stampa. La trivella "National 130"come titola il quotidiano di Sicilia, alta 50 metri e' crollata.

Come da copione nessuno sapeva cosa fare per spegnerlo. Sono arrivati i vigili del fuoco da Siracusa, Messina e Catania.

"La popolazione di Ragusa e' in preda ad un vivo orgasmo".

Alla fine, per contrastare la pressione sotterranea il pozzo e' stato coperto con un "sarcofago" in cemento armato di diverse tonnellate di peso e per spegnere l'incendio hanno dovuto chiamare Mr. Myron Kinley dagli USA, il mago degli incendi nei pozzi di petrolio.

 Il domatore di fuoco, La Sicilia, 10 Novembre 1955


Un altro articolo sempre della Stampa lo chiama "il mangiatore di fuoco", e lo descrive come un eroe - indossava una vestaglia granata, potentissimi getti d'acqua, una terribile calura, rischiosissimo lavoro, sfidando la morte. Altri soprannomi che aveva era la "Salamandra Umana" e "Gamba di Legno".

Era come se la natura si fosse ribellata ma poi l'"Americano” era venuto a salvare tutti.

Questo incidente lo ricorda ancora qualche persona anziana che racconta che verso sera il cielo restava illuminato a giorno. A quel tempo si conosceva poco del petrolio. La gente ebbe paura ma visto che tutto si risolse per il meglio, pian piano venne dimenticato.

E cosi' oggi l'ENI puo' dire che "a memoria d'uomo non si ricordano grandi incidenti o disastri".


E' per questo che e' importante la memoria del passato - che sia dello scoppio di pozzi, che sia del crollo di dighe, che sia di chi eleggiamo a capo del governo -  in modo tale che gli stessi errori non vengano commessi mai piu', e soprattutto in modo che nessuno possa dire "credetemi" a scatola chiusa, petrolieri o politici che siano.


La Stampa di Torino, 13 Novembre 1955




Tuesday, February 19, 2013

Elezioni, ambiente e trivelle in Abruzzo


Elezioni 2013 - chiunque vincera' fara' la cosa giusta? 


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In occasione delle prossime elezioni chiediamo a tutti i candidati al Parlamento italiano di impegnarsi in modo sincero e disinteressato a lavorare per il bene comune dell’Abruzzo e dell’Italia. Sebbene i problemi del nostro Paese siano molti, è ormai non più procrastinabile adoperarsi fattivamente per la difesa dell’ambiente e della salute.

Cave, inceneritori, gasdotti, bonifiche da effettuare, trivelle a mare e in terra sono tutte questioni sulle quali vorremmo richiamare l’attenzione di chi si candida ad assumere nella prossima Legislatura poteri decisionali. Quello che si chiede è un impegno pubblico, coraggioso e concreto, affinché la tutela dell'ambiente diventi realtà.

Occorre dire NO con chiarezza:

- alla realizzazione della raffineria “Ombrina Mare”, a poche miglia dalla Costa teatina;

- alla realizzazione della raffineria sul lago di Bomba;

- alla realizzazione del gasdotto “Sulmona-Foligno” e alla costruzione della Centrale gas di Sulmona, in ragione della scelta di localizzare l’opera in un territorio ad alto rischio sismico;

- alle trivellazioni della Riserva naturale del Borsacchio.

Chiediamo, inoltre, che il Parco nazionale della Costa teatina venga finalmente costituito.

Tutelare l’ambiente significa elevare la qualità di vita dei cittadini e lasciare una speranza a chi verrà dopo. Significa rilanciare l’economia della nostra Regione, il lavoro della sua gente, la sua immagine turistica nel Mondo.



Pia Acconci – Professore associato di Diritto internazionale – Università degli Studi di Teramo

Domenico Angelucci – Docente di Anatomia patologica – Università degli Studi “Gabriele D’Annunzio” Chieti e Pescara

Tom Chou – Professore ordinario di Matematica e biomatematica – University of California – Los Angeles

Albina Colella – Professore ordinario di Geologia – Università degli Studi della Basilicata

Simona D’Antonio – Professore aggregato di Diritto amministrativo – Università degli Studi di Teramo

Maria Rita D’Orsogna – Professore associato di Matematica – California State University – Northridge

Cristina Dalla Villa - Professore aggregato di Diritto ecclesiastico -
Universita' degli Studi di Teramo

Fausto Di Biase – Professore associato di Analisi matematica – Università degli Studi “Gabriele D’Annunzio” Chieti e Pescara

Laura C. Di Filippo – Professore aggregato di Criminologia – Università degli Studi di Teramo

Marco Di Folco – Ricercatore di Istituzioni di diritto pubblico – Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”

Giovanni Di Guardo – Professore associato di Patologia generale e anatomia patologica generale – Università degli Studi di Teramo

Enzo Di Salvatore – Professore associato di Diritto costituzionale – Università degli Studi di Teramo

Maurizio Donato – Professore aggregato di Economia politica – Università degli Studi di Teramo

Gabriella Galante – Ricercatore di Istituzioni di diritto pubblico – Università degli Studi di Teramo

Giovanna Mancini – Professore associato di Diritto romano – Università degli Studi di Teramo

Mario Micheli
– Professore assistente di Matematica – University of Washington

Michela Michetti – Ricercatore di Diritto costituzionale – Università degli Studi di Teramo

Vito Rocco Moretti – Docente di Letteratura italiana – Università degli Studi “Gabriele D’Annunzio” Chieti e Pescara

Angela Musumeci – Professore ordinario di Diritto costituzionale – Università degli Studi di Teramo

Franco Ortolani – Professore ordinario di Geologia – Università degli Studi di Napoli “Federico II”

Annalisa Pace – Professore aggregato di Diritto tributario – Università degli Studi di Teramo

Rossano Pazzagli – Professore associato di Storia moderna – Università degli Studi del Molise

Stefano Perfetti - Assegnista di ricerca in Diritto costituzionale - Univesit?
degli Studi di Teramo
Manuela Pintus – Assegnista di ricerca in Biochimica – Università degli Studi di Cagliari

Emanuela Pistoia – Professore associato di Diritto dell’Unione europea – Università degli Studi di Teramo

Maria del Carmen Polletta – Ricercatore presso Istituto Nazionale di Astrofisica – IASF – Milano 

Clara Primante Dottoranda presso il Centre de Recerca Ecològica y Aplicacions Forestals - Universitat Autonoma de Barcelona.

Greg Roberts – Ricercatore presso Centre National de Recherche Scientifique – Toulouse

Federico Roggero – Professore aggregato di Storia del Diritto medievale e moderno – Università degli Studi di Teramo

Laura Ronchetti – Ricercatore presso l’ISSiRFA-CNR – Roma

Piero Rovigatti – Professore aggregato di Urbanistica – Università degli Studi “Gabriele D’Annunzio” Chieti e Pescara

Marcello Salerno – Ricercatore di Diritto costituzionale – Università Telematica “Leonardo Da Vinci”

Gabriella Saputelli - Ricercatore presso ISSiRFA-CNR - Roma

Lucia Sciannella – Ricercatore di Diritto pubblico comparato – Università degli Studi di Teramo

Dario Sciulli – Ricercatore di Politica economica – Università degli Studi “Gabriele D’Annunzio” Chieti e Pescara

Tonino Scolocco – Professore Ordinario di Statistica – Università degli Studi “Gabriele D’Annunzio” Chieti e Pescara

Angela Stanisci – Professore Associato di Botanica ambientale e applicata – Università degli Studi del Molise

Francesco Stoppa – Professore ordinario di Geochimica e vulcanologia – Università degli Studi “Gabriele D’Annunzio” Chieti e Pescara

Chad Topaz – Professore associato di Matematica – Macalester University – St. Paul

Nicola Viceconte – Ricercatore presso ISSiRFA-CNR – Roma

Stefano Villamena – Professore aggregato di Diritto amministrativo – Università degli Studi di Macerata

Luciano Vitacolonna – Ricercatore di Critica letteraria e letterature comparate – Università degli Studi “Gabriele D’Annunzio” Chieti e Pescara

Paolo Zuddas – Ricercatore di Istituzioni di Diritto pubblico – Università degli Studi dell’Insubria

Monday, February 18, 2013

Trecate, uno sguardo indietro





















Trecate, Novara, 1994


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Sono andata in giro sul web per raccogliere testimonianze della vicenda di Trecate, il pozzo di petrolio dell'ENI-Agip esploso nel 1994. Per tre giorni ci furono fuoriuscite di ogni tipo di robaccia dalla pancia della terra.

La prefettura di Novara:

A seguito dell'incidente verificatosi alle ore 15 del giorno 28 febbraio 1994 nella perforazione del pozzo Tr24 sito in località Cascina Cardana, continua la fuoriuscita di fluidi in pressione costituiti da petrolio greggio, acqua, gas metano, con quantità minima di idrogeno solforato. La nube è costituita dai componenti suddetti e il rumore è provocato dalla pressione in fuoriuscita".

I commenti dei cittadini come presi da vari siti web dell'epoca:

Quella nube sì unì alla pioggia che cadeva e trasportata dal vento si depositò sulla campagna circostante e parte della mia città. Nessuno sapeva cosa fare per fermare l'eruzione.

Nemmeno i tecnici che arrivarono dal Texas, quell'evento si presentò per la prima volta in un ambiente fortemente antropizzato, non vi erano esperienze precedenti della stessa natura.

Continuò per 36 lunghe, interminabili, ore.

Ci pensò una frana naturale, sotterranea. Il boato cessò e l'eruzione si interruppe.

Con il silenzio un panorama desolante: una coltre nera di petrolio copriva le nostre risaie e la città.

Sgomento e paura sui volti di tutti. Sarebbe lungo raccontare quella paura. Ma ne è vivo il ricordo in chi l'ha vissuta.

Vivo il ricordo dei disagi, ogni cosa che si toccava all'esterno ti lasciava le mani nere, unte.

Le foglie dei miei tulipani che stavano spuntando nei vasi macchiate di nero e che morirono successivamente, la punta del piccolo abete bruciata da quella pioggia, gli animali del Parco del Ticino ritrovati morti, le macchine che, pur lavate, avevano perso la lucidatura.

Certo, l'AGIP e le sue compagnie assicuratrici risarcirono i danni materiali, lavarono l'intera città, bonificarono la campagna. Al mio piccolo orto e frutteto, distante in linea d'aria 300 metri dal pozzo, ci fu vietato per molto tempo di accedervi.

Aspirarono il petrolio liquido, tolsero 20 centimetri di terra superficialmente, ci dissero di non seminare e mangiare il raccolto per quell'anno. Paradossalmente gli alberi da frutto erano carichi, mai viste albicocche e prugne così belle. Rimasero sugli alberi e successivamente anche i kiwi, l'uva e fichi, i cachi.

Fummo risarciti con lire 1.000 (mille) al mq., il prezzo agricolo del terreno...

Stamani, in un convegno organizzato dall'Amministrazione Comunale, è stato fatto il punto, con la presenza di esperti scientifici e dell'AGIP, in merito a due tipi di problematiche: - quali accorgimenti e iniziative sono state messe in atto al fine di evitare che l'evento possa ripetersi; - cosa è stato fatto per giungere al completo recupero ambientale delle aree interessate dall'evento del 28 febbraio 1994.

Ricordo, anchio quel tragico evento come se fosse ieri, avevo quasi 7 anni e facevo prima elementare, sono di Trecate, e quello è e sarà un ricordo per me indelebile, ricordo ancora la puzza del petrolio, ricordo mio padre che puliva continuamente il parabrezza dell'auto, sempre tutto unto, ricordo le strade unte, e il comune che faceva gettare la segatura, ricordo l'orrendo rumore che si sentiva durante la notte, tutti i servizi ai TG, il televideo e i giornali che parlavano solo di quello.

Che brutto gente, che brutto.

è 1 vergogna.. orangerolleyes.gif ma si sa che dietro a due colossi come ENI e AGIP..c'è 1 giro d'affari da paura..troppi interessi...troppi soldi..e si sa che dove ci sono i soldi ci sono interessi..e chi ci rimette come al solito di salute in questi casi è sempre la povera gente.. smily77.gif

Tra le proteste dei cittadini e cartelli inalberati, la frase finale di un intervento mi frulla in testa:" La bonifica è sempre una sconfitta!"

E intanto, una società inglese, la "British Gas International", in questi giorni, sta effettuando una serie di operazioni a poche centinaia di metri da casa mia, si cerca l'oro nero, ancora.

Nessuna risposta, oggi, alle richieste di spiegazioni del sindaco e Presidente della Provincia, richieste fatte quasi con rabbia, ai dirigenti presenti dell'AGIP.
Già. Perchè l'AGIP non necessita di nessuna autorizzazione per scavare pozzi, ha la concessione esclusiva su tutto il territorio nazionale.

E nessuno ci ha detto oggi i risultati delle indagini epidemiologiche fatte.

Sono di Trecate, e quello è e sarà un ricordo per me indelebile, ricordo ancora la puzza del petrolio, ricordo mio padre che puliva continuamente il parabrezza dell'auto, sempre tutto unto, ricordo le strade unte, e il comune che faceva gettare la segatura, ricordo l'orrendo rumore che si sentiva durante la notte, tutti i servizi ai TG, il televideo e i giornali che parlavano solo di quello.

Abito a Trecate e non è una novità da queste parti! Sono in linea d'aria a 3-4 km dal polo petrolchimico della Esso di S.Martino, dalla ESSECO che produce derivati dello zolfo, dalla Columbia Carbon che produce il black carbon per colorare i pneumatici di nero, scrivete su google "unibios Trecate" e vedete che salta fuori! Praticamente una fabbrica chimica di medicinali in centro che fa una puzza terribile ed infine l'incidenza dei tumori ai polmoni è del 4% più alta della media nazionale.

In Italia non succede.

Fonti: Pigrecoemme,
Vesparesources

Sunday, February 17, 2013

In 50,000 alla casa bianca per il clima, contro le fonti fossili

















E cosi, dopo mesi di preparativi,  dopo il preludio degli scorsi giorni con la manifestazione di 48 personaggi di spicco tutti arrestati davanti la Casa Bianca, oggi 17 Febbraio 2013 sono arrivati a Washington in circa 50,000 a chiedere ad Obama di fare di piu' per il clima, per l'ambiente, per il pianeta e di dire no all'oleodotto KeyStone pipeline XL. Non e' la prima volta, ma e' la prima volta che siamo cosi in tanti.

E non sono 50,000 ambientalisti, ma 50,000 cittadini che vogliono solo un domani migliore.

Dell'oleodotto ne abbiamo parlato diverse volte - con le proteste di Darryl Hannah, la sirenetta a Manhattan, Josh Fox di Gasland, attivisti, cittadini e anche rappresentanti del clero fra cui alcuni frati francescani.

L'organizzatore e' sempre lui, il mitico e mite Bill Mc Kibben del Vermont che dice

Today was one of the best days of my life, because I saw the movement come together finally, big and diverse and gorgeous.

Oggi e' stato uno dei piu' bei giorni della mia vita, perche' ho finalmente visto il movimento unirsi, grande e variegato e bellissimo.

Il 2012 e' stato l'anno piu' caldo mai registrato negli USA da quando hanno iniziato a registrare le temperature. Gli altri otto a seguire sono tutti dal 1998 a seguire. Cioe' i 9 anni piu' caldi mai registrati negli USA sono stati tutti negli scorsi 14 anni.

E' evidente che e' ora di darsi da fare, e se neanche l'uragano Sandy non ci svegliera' non ci svegliera' niente.

Anche io in qualche modo ero presente, hanno organizzato una manifestazione satellite a downtown Los Angeles ed e' stato bello ed energetico esserci e sentire che siamo in tanti a volere la stessa cosa.

Alla fine vinciamo.