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Saturday, October 31, 2015

Nel 2015 le rinnovabili tedesche generano il doppio di energia del nucleare

 Il rosso e' il nucleare. Il giallo e' il sole. Il grigio e' il vento. Il verde sono le biomasse. 
Il 2015 non e' ancora finito.



Il miracolo rinnovabile dei tedeschi non si ferma.

Per i primi nove mesi del 2015, la produzione di energia solare e' stata di 33 mila gigawatt-ore, del 5% superiore a tutta quella del 2014, e l'anno non e' neanche finito. Lo riferisce la German Association of Energy and Water Industries.

Il vento da Gennaio a Settembre 2015 ha generato il 52% di energia in piu' che in tutto il 2014, con  59 mila gigawatt-ore.

In totale, fra sole, vento idroelettrico le rinnovabili hanno fornito al paese circa 115 mila gigawatt-ore di elettricita'.  Il doppio dell'energia derivante dal nucleare. Non solo, i prezzi sono pure calati, siamo adesso a cosi pari ai livelli del 2002. 

Ovviamente questo miracolo e' tale perche' non stiamo parlando di una nazione piccola, ma di una potenza industriale con 80 milioni di persone! Questi risultati sono figli di anni di programmazione, investimenti e *volonta'*.

Il loro obiettivo e' di arrivare al 95% di rinnovabili entro il 2050. Adesso siamo al 27% di media, con punte di anche l'80% in alcuni giorni.

Negli scorsi 15 anni l'energia solare e' cresciuta del 2000%, hanno creato il piu' grande mercato di energia solare nel mondo, facendo abbassare i prezzi anche per gli altri. Ci sono1.4 milioni di pannelli in tutto il paese.

Si prevede che nel 2015 le rinnovabili avranno generato in media il 33% dell'energia del paese, su dal 27% del 2014. Sono cifre record.

In Germania ricevono la meta' del sole che riceviamo in Italia.

Vediamo dove arrivano.

Wednesday, October 28, 2015

Terremoti di Groningen, Olanda: 5 miliardi di danni per sismicita' indotta

Tutto questo in zona fino al 1963 non sismica.
E grazie alle estrazioni di gas metano.

La Shell e la ExxonMobil dovranno pagare almeno 5 miliardi di euro per
svalutazione del mercato immobiliare
 
Secondo le stime ci vorranno 30 anni e 30 miliardi di euro per tornare
alla normalita'.





























"The earthquakes are still there, and we will have to reckon with earthquakes in the future"


"When you extract gas, it changes the pressure 
in the gas reservoir and causes compaction 
in the reservoir sandstone, which causes earthquakes.”

Manuel Sintubin, professore di geodinamica presso l'Universita' di Leuven

Nel 2013 la Shell e la ExxonMobil hanno estratto il doppio di quanto consentito
 

La storia di Annemarie e Albert Heite e' semplice: volevano una casa in campagna, per le loro due bambine, con l'aria buona e dove correre nei campi. Trovata e comprata cinque anni fa. Di mattoncini rossi, con giardino. Regione di Groningen, Olanda.

Si sistemano. Subito iniziano i terremoti. Iniziano a piovere pezzetti di calcestruzzo dal soffitto nella stanza delle bimbe. Iniziano a piovere pezzi di mattoni. Loro non lo sapevano, ma centinaia di terremoti, di intensita' non troppo elevata che si ripetono da anni, hanno praticamente disutto le fondamenta della loro casa.

Oggi quella casa e' in via di demolizione. Le autorita' hanno deciso che e' insicura e che deve essere abbattuta. La casa dei loro vicini e' gia un cumulo di macerie. Anche la scuola delle bimbe e' pericolante. Anzi, tutto il paese a' afflitto dalle conseguenze di 50 anni di estrazioni, come si puo' vedere in tutte le foto sopra e che sono state prese dal sito Schokkend Groningen (in Olandese).

La colpa, senza ombra di dubbio, sono le operazioni estrattive di gas naturale della Shell e della ExxonMobil nell'area. E del governo olandese che per vent'anni ha chiuso un occhio e pure due sulla sismicita' indotta di Groningen, di cui invece cittadini e scienziati sapevano gia' tutto, per averlo vissuto i primi, e per averlo studiato i secondi.

La storia di Groningen inizia nel 1963 quando la NAM -- Nederlandse Aardolie Maatschappij -- un consorzio Shell e ExxonMobil, inizio' a trivellare. In seguito, il governo divenne parte del consorzio, con il 40% delle quote. Tutti gli attori coinvolti hanno lucrato alla grande per 30 anni con il gas di Groningen:  i petrolieri, il governo e anche l'Europa, visto che il giacimento si rivelo' essere il suo piu' grande giacimento. Anzi, Groningen e' il decimo piu' grande giacimento del mondo intero. In cinquant'anni vengono estratti i due terzi del quantitativo totale di gas.

Soldi a palate.

Sotto Groningen nel 1960 non ci sono faglie sismiche.

Dopo trent'anni ci si accorge che qualcosa non va: la zona e' diventata sismica. Si cerca di negare l'evidenza, ma non si puo'. Dai primi anni '90 si inizia a studiare meglio e si registrano almeno mille terremoti in pochi anni, la cui intensita' massima arriva a 3.6 Richter. Paiono terremoti modesti, ma la zona era non sismica, e soprattutto, le conseguenze piu' sono gravi di quanto ci si possa aspettare perche' gli epicentri sono vicini alla superficie e gli edifici sono costruiti su terreno fragile.

Si punta il dito verso le trivellazioni.

Dopo tanto dibattere, dopo il tuttapposto olandese di governo e petrolieri, tutti, inclusi ExxonMobil e Shell, accettano che la sismicita' olandese e' stata indotta dall'uomo. Il distinguo pero' era che i danni sarebbero stati minori e per vent'anni hanno sostenuto questa tesi: si, le trivelle causano terremoti, ma sono lievi e non portano a gravi conseguenze. NAM avrebbe analizzato caso per caso e pagato i danni.

Tutto cambia nel 2012, quando un terremoto di intensita' 3.6 colpisce l'area con danni visibili e paura. Arrivano almeno 50,000 segnalazioni di casi di crepe, case insicure, muri pericolanti, pezzi di mattoni che cadono, case che devono essere demolite.

Finalmente, anche l'ente governativo per la sicurezza deve piegarsi e conduce una dettagliata indagine sulla sismicita' indotta in Olanda, dal 1959 al 2014.

Il risultato ufficiale e' stato un duro colpo per la Shell e la ExxonMobil: fino al 2013, governo e petrolieri, hanno de facto ignorato le preoccupazioni dei residenti e le precauzioni per la sicurezza, non hanno fatto analisi del rischio, non hanno tenuto conto degli studi scientifici. L'unico obiettivo era di massimizzare gli introiti.

Cinquant'anni di terremoti, anche se medi ma continuati nel tempo, non possono non avere conseguenze negative, finanziarie, di pace mentale della gente.

Chi voleva vendere la propria casa ne ha visto il valore calare in maniera impressionante. I prezzi sono praticamente dimezzati. Molti sono rimasti intrappolati dove erano, con paura e crepe. NAM ha fatto ben poco per loro.

A Settembre 2015 una class action porta ad una sentenza storica: tutti i residenti di Groeningen, che le loro case siano in vendita o no, possono chiedere di essere compensati per le perdite del valore dei loro immobili. Si tratta di circa 100,000 abitazioni. E' la prima volta che i petrolieri vengono dichiarati responsabili di avere distrutto il mercato immobiliare. Con questa sentenza, Shell e ExxonMobil hanno di nuovo confermato che la colpa della sismicita' indotta e' loro. Punto. Si stima che dovranno sborsare almeno 5 miliardi di euro, in aggiunta agli 1.2 gia' pagati e solo per il recupero di valore immobiliare perso.

E le scuole, gli uffici pubblici, le chiese?

Una commissione indipendente dice che ci vorranno trent'anni per mettere tutto in sicurezza, e che il costo sara' di 30 miliardi di euro.

Anche la casa di Jur Huizinga sara' demolita perche' insicura. Adesso vive in un centro temporaneo. La sua odissea con Shell ed ExxonMobil inizia nel 2003, la prima volta che gli venne detto che la sua casa era pericolante. Per anni i petrolieri hanno risposto che non era per colpa loro, poi gli hanno offerto cifre bassissime che sono cresciute perche' si e' fatto valere.

Jur dice che e' il loro modus operandi e' sempre lo stesso.

Usano personale specializzato in negoziazioni e giocano allo sfinimento. Spesso i residenti cedono e accettano cifre irrisorie per lo stress e la stanchezza.

Ma Jur no. Il valore della sua casa era di 800,000 euro. Dopo dodici anni di lotte gli hanno offerto 500,000 euro. Spera di poter recuperare il costo completo con la nuova sentenza.

Queste storie di case demolite e della prepotenza del consorzio ExxonMobil e Shell si ripetono a Groningen. La gente e' stanca, arrabbiata, e non si parla d'altro. Lo stesso ministro dell'Economia olandese, Henk Kamp, dice che le ditte del gas non hanno fatto abbastanza. A luglio il governo olandese aveva deciso di abbassare le produzioni di gas: da 54 miliardi di metri cubi del 2013 a "solo" trenta nel 2015. I residenti vogliono che il limite venga portato a 21, altri vogliono che le estrazioni di gas vengano fermate.

Ma la terra continua a tremare. Tutti qui sanno che i terremoti non si fermeranno e che le intensita' potrebbero crescere ed arrivare anche a 4 o 5.

Ecco, ci sono voluti 50 anni per capire che le estrazioni di idrocarburi portano a sismicita' indotta in aree prima non prone a terremoti. E alla fine, chi paga, veramente sono i residenti, con le loro case, le loro paure, le loro vite. In Emilia Romagna, in Veneto, in Abruzzo, in Puglia, faremmo bene a far tesoro di queste esperienze prima di bucare il territorio alla cieca.

Che a differenza di Groningen e' gia' ballerino di per conto suo.

Tuesday, October 27, 2015

L'uomo piu' vecchio d'Australia, il petrolio e i maglioncini dei pinguini











Si chiama Alfred Date, e' l'uomo piu' anziano d'Australia con i suoi 109 anni. Gli piace lavorare a maglia.


Nel 2001, ci fu una perdita di petrolio nei pressi di Phillip Island.  Circa 450 pinguini furono sommersi dal petrolio. Che fare?  La Phillip Island’s Penguin Foundation chiese a chi potesse essere interessato di realizzare maglioncini speciali da fare indossare ai pinguini recuperati.

Un sacco di gente rispose all'appello e si mise all'opera.

I maglioncini venivano messi ai pinguini in maniera temporanea: servono perche' il petrolio rende le loro piume appiccicose e fa si che l'acqua ed il freddo penetrino verso gli strati interni dei loro corpi, rendendo difficile la sopravvivenza. Grazie ai maglionicini i pinguini non si leccano le piume cercando di pulirle e quindi non ingeriscono materiale tossico.

Se non curati e lasciati allo stato selvaggio, bastano anche poche goccie di petrolio per uccidere un pinguino, a causa del freddo e dell'incapacita' di procurarsi il cibo. Invece, se catturati, grazie ai maglioncini, c'e' il tempo per pulirli e per curarli, senza ulteriori danni. 

E infatti dei 450 pinguini ricoperti dal petorlio del 2001, la stragrande maggioranza si salvo'. Vennero poi rilasciati nei loro habitat, ripuliti e sani.  

Da allora le operazioni di recupero pinguini ed altre specie animali sono cresciute, a Phillip Island e sorge qui adesso la Penguin Foundation. I pinguini si possono simbolicamente adottare, e ogni volta che ci sono problemi, viene ancora chiesto alle persone di reglare maglioncini.  Quando ne hanno troppi, o se sono di dimensioni sbagliate, i maglioncini vengono messi a dei peluche e venduti per sostenere la fondazione, oppure vengono mandati ad altri centri in altre parti del mondo, o anche usati a scopo istruttivo nelle scuole.

Nel 2013, dopo un altro riversamento di petrolio in mare, e dopo un nuovo appello, arriva sulla scena il signor Alfred che voleva collaborare anche lui.  Alfred si ricorda l'affondamento del Titanic nel 1912 e pure l'inizio della prima guerra mondiale. Fa la maglia da 80 anni a questa parte. La Phillip Island Penguin Foundation gli disse si, ma non sapeva che avesse 109 anni!

Sppena hanno scoperto la sua identita' gli hanno dato il titolo di 'most senior little penguin jumper knitter'. Dicono di essere onorati di avere Alfie fra i loro volontari. Dal canto suo Alfie dice che tutti possono fare qualcosa di utile nella vita, anche a questa eta'.

A 109 anni!



Sunday, October 25, 2015

Ombrina: caro Sergio Morandi, non e' vero che mettere FPSO a nove chilometri da riva e' cosa normale

Ciao Sergio Morandi!
Buon viaggio. 

15 Dicembre 2015 

Ecco tutto quello che ci siamo evitati.

 










Un po di titoli di scoppi e incendi FPSO nel solo 2015
in giro per il mondo




E qui il nostro eroe, Sergio Morandi che forse non legge la stampa anglosassone, anche se la Rockhopper Exploration e' anglosassone. 

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Negli scorsi giorni Sergio Morandi della Rockhopper e' comparso sulla televisione d'Abruzzo a difendere il progetto Ombrina, in un maldestro tentativo di convincerci dell'inconvincibile: che turismo e ambiente possono convivere, che la FPSO e' un "impianto della tipologia diffusissima in tutto il mondo" e che non presenta alcun "rischio particolare sulla sicurezza."

Il suo intervento e' quello dell'oste che difende il suo vino, e cioe' di parte, con forti interessi economici sotto, e a cui non dare fiducia alcuna -- per l'ennesima volta.

I motivi per cui Ombrina sara' deleteria per i mari d'Abruzzo sono stati ampiamente spiegati da otto anni a questa parte, e ormai fanno parte del sapere comune: l'inquinamento giornaliero impattera' la pesca, la salute di un mare gia' martoriato, l'immagine dell'Abruzzo e le nostre aspirazioni di popolo che non vuole essere petrolizzato, checche' ne dica Sergio Morandi dai suoi luccicanti uffici.

E' allora una coincidenza interessante che in questi giorni due FPSO dei mari del Canada riportano un incidente dopo l'altro.

Una perdita di gas naturale si e' verificata dalla FPSO detta Sea Rose, della Husky Energy, il giorno 31 Agosto 2015, con circa l'equivalente di nove mila chilogrammi di gas rilasciati in ambiente. Questa stessa FPSO si era gia' incendiata nel Maggio del 2012.

Il giorno 30 Settembre 2015 un altra FPSO, la Terra Nova della Suncor, e' oggetto di un piccolo incendio e rilascia 3000 litri di metanolo in mare. Il giorno 1 Ottobre la Suncor riporta un nuovo incendio sulla stessa Terra Nova. La produzione viene fermata, ma il giorno 13 Ottobre divampa il terzo incendio in due settimane. Per evitare il quarto incidente e' tutto fermo e non si sa quando la Terra Nova tornera' attiva.

E' un puro caso che questi fatti di cronaca accadano proprio quando Sergio Morandi cerchi di rassicurarci sul tuttapposto del suo progetto, ma basta seguire la cronaca delle FPSO in giro per il pianeta per rendersi conto che incidenti e perdite, piu o meno gravi, sono davvero frequenti.
Incidenti di maggior o minor rilevanza si registrano tutti gli anni.  Per il 2015, basta solo ricordare i nove morti della FPSO Cidade de São Mateus esplosa in Brasile a Febbraio o la FPSO Knarr nei mari di Norvegia incendiatasi a Marzo, una settimana dopo l'inizio delle operazioni.  

La FPSO di Morandi sara' migliore di quelle canadesi, brasiliane, norvegesi? I loro tecnici piu' bravi? Gli imprevisti piu' prevedibili che in Canada, Brasile, Norvegia?

Credo che sia importante notare che la FPSO Terra Nova era ancorata a 300 chilometri dalla riva dello stato di Newfoundland, Canada e la Sea Rose a 350. La FPSO Knarr era a 120 chilometri dalle coste norvegesi.  La Cidade de Sao Mateus a 120 chilometri dalla riva dello stato di Santo Spirito del Brasile. 

Nessuna di queste strutture era a nove chilometri da un proposto parco nazionale, in un mare piccolo e dai fondali bassi come Ombrina in Abruzzo. E quindi no, non e' vero che mettere FPSO a cosi poca distanza dalla costa e' cosa normale. Se arrivasse Ombrina, saremmo i primi nel mondo civile, un record che credo nessuno in Abruzzo voglia sottoscrivere.